Malattie reumatiche: quali sono, diagnosi, cura

Malattie reumatiche: cosa sono

Molte persone sono affette da malattie reumatiche. Ma cosa sono? Di base, sono patologie che coinvolgono i tessuti connettivi e l’apparato muscolo-osteo-articolare. In realtà le malattie reumatiche comprendono un centinaio di patologie, di natura ed eziologia anche diverse. Quelle riconosciute dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono oltre 100.

 

Malattie reumatiche: quali sono

Ma vediamo, ora, quali sono le malattie reumatiche. Ad oggi c’è un elenco che classifica le principali patologie reumatiche in 13 gruppi. Tutte hanno una base comune, sia per quanto riguarda i sintomi sia per quanto riguarda l’evoluzione, anche se le cause sono diverse.

Gruppo 1-3

Di questo gruppo fanno parte: le artrosi primarie, artrosi conseguenziali, i reumatismi extra-articolari. Vediamo insieme queste affezioni nel dettaglio.

  1. Artrosi primarie: sono i classici “reumatismi degli anziani“. Si tratta di patologie degenerative a carico della cartilagine e delle ossa. L’età, e la fisiologica diminuzione di produzione di collagene, rende le ossa progressivamente meno dense e più fragili. Questo provoca dolore, rigidità, limitazione nei movimenti e minore fluidità articolare.
  2. Artrosi conseguenziali: artrosi che derivano da un danno alle cartilagini e alle ossa provocato da diabete o altre patologie.
  3. Reumatismi extra-articolari: manifestazioni dolorose, e spesso degenerative, che non colpiscono propriamente l’osso o l’articolazione, ma i tessuti molli circostanti. Per fare un esempio: fascite, borsite, fibromialgia. La loro particolarità è quella di creare gonfiori nella zona colpita, che spesso si traduce in vera e propria deformità.

Gruppo 4-6

Di questo gruppo fanno parte: i reumatismi dolorosi cronici, le malattie ossee, le artriti primarie. Vediamole insieme nel dettaglio.

  1. Reumatismi dolorosi cronici: si tratta delle più note cervicali, sciatalgie, lomboscialtagie. Tutte queste affezioni possono insorgere anche in giovane età e cronicizzare.
  2. Malattie ossee: la più importante è l’osteoporosi, una malattia che colpisce soprattutto le donne, dalla menopausa in poi. Sostanzialmente, il calcio non riesce più ad attecchire alle ossa, rendendole fragili e poco dense, facili alle fratture.
  3. Artriti primarie: sono malattie a carico delle ossa, dei tendini e delle articolazioni, che esordiscono da sole tra i 20 e i 40 anni. Al contrario di altre patologie, non sono abbinate ad altre malattie. Probabilmente, hanno una forte componente genetica. Per citarne qualcuna, l’artrite reumatoide, la spondilite anchilosante e l’artrite psoriasica.

Gruppo 7-9

Di questo gruppo fanno parte: le artriti virali, le vasculiti, i reumatismi neurologici. Vediamole insieme nel dettaglio.

  1. Artriti virali, batteriche o micotiche: come suggerisce il nome, queste affezioni sono innescate da virus, batteri o funghi. Sono frequenti a seguito, soprattutto, di polmoniti, meningiti, malattie parassitarie come la leishmaniosi o la sindrome di Lyme.
  2. Vasculiti e connettiviti: si tratta di malattie autoimmuni. Un esempio abbastanza emblematico è il Lupus Eritematoso Sistemico.
  3. Reumatismi neurologici: di questo gruppo fanno parte tutte le neuropatie. Alcuni esempi sono l’osteomielite e la sindrome di Raynaud.

Gruppo 10-12

Di questo gruppo fanno parte: le artropatie, le neoplasie, le malattie generiche che provocano reumatologie. Vediamole insieme nel dettaglio.

  1. Artropatie: sono provocate da un disordine metabolico a livello osseo. Un esempio è la gotta. Colpisce tutte le articolazioni, in particolare le ginocchia e le interfalangee.
  2. Neoplasie: si tratta di tutti quei tumori che possono insorgere a livello osseo, tendineo o articolare. Sono tumori in sede oppure metastasi. A questo proposito, un caso molto comune è il cancro del polmone che, quasi sempre, si associa ad escrescenze metastasiche a livello osseo.
  3. Malattie generiche che provocano reumatologie: come suggerisce il nome, sono patologie che derivano da altre malattie. Ad esempio, le infezioni vascolari e connettive dei malati di HIV, ipotiroidismo, obesità o malnutrizione.

Gruppo 13-14

Nell’ultimo gruppo rientrano le malattie reumatiche idiopatiche e la miscellanea.

  1. Miscellanea: sono patologie estremamente rare, che attaccano ossa e articolazioni. Esempi classici sono la sindrome di Parsonage-Turner, che colpisce la spalla.
  2. Malattie reumatiche idiopatiche: manifestazioni dolorose a carico di ossa, articolazioni o tessuti connettivi molli, per le quali non si riesce ad identificare una causa precisa.

 

Malattie reumatiche: i sintomi

Per quanto riguarda i sintomi che ci fanno accorgere di avere delle malattie reumatiche, sono diversi. E variano in base al tipo di reumatologia dalla quale si è colpiti. Il problema principale è che spesso il paziente tende a sottovalutare alcuni sintomi perché pensa non possano essere correlati all’apparato muscolo-osteo-articolare. Ce ne sono però alcuni che accomunano tutte le malattie reumatiche.

Sintomi comuni a tutte le malattie reumatiche

  • dolore nella zona colpita: da lieve a molto forte, di tipo trafittivo. Questo dolore non è presente a riposo, ma si avverte molto quando si è in movimento.
  • rigidità delle articolazioni: non si riesce più a fare movimenti ampi o movimenti di precisione; ad esempio, si può inciampare più spesso del solito.
  • stanchezza muscolare: a volte può impedire anche di sollevare oggetti molto leggeri.
  • formicolii, scosse elettriche;

 

Malattie reumatiche: la diagnosi

Per effettuare una diagnosi di malattie reumatiche, ci si avvale del quadro sintomatologico completo ma anche di vari altri strumenti. Tra questi;

  • analisi del sangue. In particolar modo è richiesta la VES e la proteina C reattiva. Questi due indicatori testimoniano l’eventuale presenza di uno stato infiammatorio e degli anticorpi specifici.
  • l’analisi del liquido sinoviale
  • Radiografie o tac total body

 

Malattie reumatiche: come si curano

Dopo essersi accertati che si possa soffrire di malattie reumatiche, bisogna capire la cura più idonea. Tendenzialmente, le patologie reumatiche non guariscono né regrediscono: sono progressive e peggiorano col tempo. Però, si possono tenere a bada i sintomi. Dunque l’obiettivo è quello di rendere la malattia meno aggressiva, meno invalidante e più sopportabile. Nonostante la terapia sia personalizzata e correlata all’obiettivo di vita del paziente, in generale ci si avvale di cure farmacologiche e percorsi di fisioterapia.

Cura farmacologica: FANS e cortisone

I farmaci di elezione per il controllo delle malattie reumatiche sono i FANS, che riducono l’infiammazione e sopprimono il dolore. Nei casi più acuti, ci si può avvalere del cortisone.

Una precisione opportuna: il cortisone è un farmaco a cui il fisico si abitua; per questo, necessita, periodicamente, di un incremento di dosaggio. E sempre per questo, solitamente, si inizia la terapia a base di cortisone solo quando la malattia ha raggiunto uno stadio avanzato. In questi casi, si parte con dosaggi bassissimi, da aumentare nel tempo, gradualmente. In alcuni casi si abbinano farmaci antireumatici e, dove necessario a causa di reumatismi batterici, degli antibiotici.

Cura farmacologica: farmaci biologici

Della cura farmacologica fanno anche parte i cosiddetti farmaci biologici. Questa categoria di farmaci comprende tutti quei medicinali ottenuti per sintesi batterica. Si tratta principalmente di inibitori delle citochine, che tuttavia presentano una serie di controindicazioni. Prima tra tutte, il grado di tossicità. Trattandosi di malattie croniche, anche le terapie sono da somministrare a vita. E dunque questi farmaci vanno dosati dosate con attenzione, nonché somministrati a cicli discontinui. Nonostante questo, comunque nel tempo rappresentano la causa di ulteriori disturbi, soprattutto a carico del cuore, del fegato e dello stomaco.

 

Cura non farmacologica: la fisioterapia e la terapia ad ultrasuoni

Proprio per l’elevata tossicità dei farmaci e per non assuefare il corpo, è quasi sempre prescritto un percorso fisioterapico. In abbinamento alla medicina tradizionale, invece, ci si può avvalere anche di altri trattamenti. Tra questi, l’agopuntura o anche il trattamento ad ultrasuoni. In particolare quest’ultimo metodo è utile per alleviare i dolori muscolari conseguenziali alla patologia.

La terapia ad ultrasuoni

In merito alla terapia ad ultrasuoni, fanno parte di questi trattamenti anche la TENS e la tecar terapia. Tutti sono trattamenti tesi all’attenuazione del dolore e all’induzione dei processi riparativi organici. Una struttura di riferimento è il Centro di Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna. In alternativa, ci sono diverse terme che propongono questa tipologia di trattamento in convenzione col SSN.

La fisioterapia

Su un piano legato alla fisioterapia, la strategia più consigliabile è quella di un programma di tonificazione del segmento muscolare. L’obiettivo è proprio quello di un maggiore contenimento dell’articolazione interessata. Il principio su cui si basa la fisioterapia nei casi di malattie reumatiche è un potenziamento muscolare dei tensori articolari; infatti, questo può ritardare anche di parecchi anni o evitare del tutto l’utilizzo di farmaci antinfiammatori.

 

Malattie reumatiche: la prevenzione

Infine: è possibile prevenire l’insorgenza delle malattie reumatiche? Ebbene, la risposta ufficiale data dalla comunità scientifica è che la prevenzione è possibile solo nei riguardi dell’artrosi. Questo in particolare perché altre forme di malattie reumatiche determinate derivano perlopiù da eventi occasionali; sono inoltre legate all’individualità e alla predisposizione genetica. Il modo più influente per prevenire queste malattie è la cura dell’alimentazione.

Il tipo di alimentazione da seguire

L’obiettivo, nella prevenzione delle malattie reumatiche, è quello di non incorrere nel sovrappeso o nell’obesità. Spesso non si arriva a questi casi se si segue un moto quotidiano. In questo caso, infatti, i principali consigli sono: le passeggiate giornaliere e una ginnastica leggera.

Ultima, ma non per importanza, la correzione di eventuali difetti posturali, che contribuiscono all’infiammazione osteoarticolare ed ad una scorretta crescita ossea.